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Donne in politica: la Sicilia fanalino di coda. Lupo: 'Presenteremo un disegno di legge sulla preferenza di genere' PDF Stampa E-mail
Scritto da Staff   
Lunedì 08 Marzo 2010 19:04

Il Partito Democratico siciliano ha presentato oggi un report sulla presenza delle donne nella politica regionale e locale. All’incontro, che si è svolto nella sede del Pd, hanno partecipato il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo, la senatrice Anna Serafini, la parlamentare Alessandra Siragusa, le consigliere provinciali Teresa Piccione e Maria Grazia Bonura, le donne del Pd impegnate nelle istituzioni e negli organismi di partito e le operatrici del Telefono Azzurro, alle quali la società non ha rinnovato il contratto, scaduto lo scorso dicembre, sostituendole con volontari del servizio civile.

Dai dati emerge che la nostra Regione resta fanalino di coda per la presenza delle donne nelle istituzioni rispetto alle altre regioni d’Italia. In particolare, la Regione Sicilia ha solo 4 rappresentanti donne. Un assessore e tre deputate regionali, con una percentuale inferiore al 4% che relega la Sicilia all’ultimo posto in Italia per presenza femminile nelle istituzioni regionali, insieme alla Calabria.

Non va meglio negli enti locali. Nelle giunte provinciali le donne sono l’11,7%, mentre nei consigli provinciali raggiungono a malapena il 4,29%. Nei 43 comuni dell’isola con una popolazione superiore ai 25mila abitanti, nelle giunte la percentuale di donne si attesta al 14% e nei consigli comunali arriva all’11,39%. Rispetto alle altre forze politiche, il Partito Democratico presenta in percentuale una maggiore presenza femminile.

“I dati che sono emersi dalla nostra indagine- spiega il segretario regionale Giuseppe Lupo- sono eloquenti e segnalano la scarsissima partecipazione delle donne nelle istituzioni regionali e locali. Per garantire maggiore partecipazione delle donne alla vita politica siciliana presenterò nei prossimi giorni un disegno di legge all’Ars, che prevede l’introduzione della doppia preferenza di genere per l’elezione dei consigli provinciali e comunali”.

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