Home

 

Chi è online

 3 visitatori online
In primo piano
Riforme, grazie al PD sono Legge. Al via la campagna informativa del Partito Democratico PDF Stampa E-mail
Scritto da Staff   
Giovedì 20 Maggio 2010 18:45

Contributi alle imprese che assumono, tempo pieno nelle scuole delle aree disagiate, esenzione dal ticket per redditi inferiori a 20 mila euro e il ritorno al pubblico della gestione delle acque: tutte proposte del Partito democratico inserite nella Finanziaria approvate di recente, tutti provvedimenti che grazie al PD sono legge.
E' partita la campagna informativa, promossa dal Gruppo parlamentare del PD all'Ars sulle misure proposte dal PD ed inserite nella legge finanziaria regionale 2010.

Scuola, Lavoro, Sanità, Acqua sono alcuni dei temi sui quali il Partito Democratico ha portato avanti la battaglia per le riforme all'Assemblea siciliana e sono anche i quattro soggetti in cui è articolata la campagna informativa.
Saranno promosse iniziative divulgative ed incontri con i cittadini.
"Siamo riusciti a far approvare riforme importanti per questa regione", ha detto il Segretario regionale del PD, Giuseppe Lupo.

"Vogliamo che tutti gli abitanti dell'isola - ha aggiunto - conoscano i provvedimenti per cui ci siamo battuti perseguendo un unico obiettivo: l'interesse della Sicilia e dei siciliani. Scuola, Lavoro, Sanità, Acqua sono i temi che abbiamo scelto per questa campagna informativa ma con la Finanziaria sono state approvate altre importanti proposte del Partito democratico: l'istituzione di zone franche urbane, l' obbligo di parametri Consip per la fornitura di beni e servizi, i finanziamenti per le strade provinciali, il tetto sulle pensioni d'oro dei dipendenti regionali, misure a sostegno dell'artigianato dell'agricoltura e delle cooperative, il fondo per il diritto allo studio, la riduzione delle società partecipate, la proroga per le cooperative edilizie, la definizione della dotazione organica della Regione".

 


 
Videochat con Giuseppe Lupo - Ecco le riforme volute dal PD nella Finanziaria PDF Stampa E-mail
Scritto da Staff   
Sabato 15 Maggio 2010 13:56

 

Il segretario regionale del PD, Giuseppe Lupo, in videochat con i lettori di www.livesicilia.it, illustra le riforme innovative volute dal PD e approvate nella Finanziaria.

Leggi l'intervento di Giuseppe Lupo in ARS.


 

 
Direzione regionale, approvata la relazione del segretario Lupo. 'Non possiamo votare la Finanziaria se non saranno accolte le proposte del PD' PDF Stampa E-mail
Scritto da Staff   
Martedì 20 Aprile 2010 16:51

La Direzione regionale, riunita questo pomeriggio per discutere la posizione del Partito Democratico sulla Finanziaria regionale in discussione all'Ars, ha approvato a stragrande maggioranza la relazione del Segretario, Giuseppe Lupo. Quattro i punti fondamentali sui quali il Segretario regionale aveva invitato la direzione a pronunciarsi:

 

1) esprimere un giudizio di inadeguatezza del Governo Lombardo-ter;

2) chiedere che si faccia rapidamente chiarezza sulla situazione giudiziaria del Presidente della Regione perché la Sicilia non può pagare, come già accaduto, il danno di una lunga attesa giudiziaria che la paralizzerebbe. Per evitare tale danno, se il Presidente della Regione fosse rinviato a giudizio per reati di mafia il Gruppo del PD all’Ars presenterà la mozione di sfiducia;

3) impossibiltà di votare l’attuale manovra finanziaria, proposta dal Governo, e dare mandato al Segretario regionale ed al Capogruppo all’Ars di valutare l’eventualità di votare, esclusivamente nell’interesse della Sicilia, Bilancio e Finanziaria solo se saranno accolte, nel corso dell’iter parlamentare, le proposte avanzate dal PD;

4) proporre che nel corso della prossima Assemblea regionale del Partito si valuti l’opportunità di realizzare, dopo le elezioni amministrative e comunque entro giugno, un’ampia consultazione democratica degli iscritti e della base sulla prospettiva politica della Sicilia e sulle scelte del partito.


 
Lettera a Repubblica Palermo PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Lupo   
Martedì 06 Aprile 2010 17:45

Cara Repubblica,

ho letto con interesse e stupore l'editoriale di Sebastiano Messina dal titolo "Se il Pd entra alla corte di Lombardo". Premetto che sulla vicenda giudiziaria che coinvolge il presidente della Regione abbiamo già chiesto che si faccia rapidamente chiarezza e che lo stesso Lombardo riferisca in aula, per potere valutare di conseguenza.

Per quel che riguarda le valutazioni politiche contenute nell'editoriale, il Pd è alternativo a qualsiasi sistema politico clientelare, al centrodestra e a qualsiasi "corte": è il Partito democratico della partecipazione e della legalità. Il 19 dicembre scorso i 180 membri dell'Assemblea Regionale del partito eletti  -  come il sottoscritto  -  dagli oltre 200.000 siciliani che hanno partecipato alle primarie, hanno votato un documento con il quale, approvando la mia relazione e prendendo atto del crollo del centrodestra, si chiedeva al Pd di aprire un confronto con il Presidente della Regione sulle riforme necessarie per affrontare la grave crisi economica e sociale della Sicilia. Richiesta manifestata, peraltro, dalle parti sociali.
Nulla quindi a che vedere con il cosiddetto "inconfessato appoggio esterno" al governo regionale del quale scrive Messina.

Ed è proprio sul piano del confronto sulle riforme e sulle leggi che servono alla Sicilia che abbiamo lavorato in questi mesi. E' utile ricordare il credito d'imposta per l'occupazione e le zone franche urbane, misure introdotte dal governo Prodi e congelate per mancanza di fondi dal governo Berlusconi: due proposte di centrosinistra con le quali abbiamo costretto il Governo regionale a confrontarsi e di cui vedremo l'esito.

Il PD ha poi lavorato per la riduzione delle società partecipate della Regione e la riforma della legge elettorale degli enti locali, con l'introduzione della doppia scheda per l'elezione di sindaci e consigli comunali e l'inserimento della doppia preferenza di genere. Il nostro partito ha, inoltre, presentato un disegno di legge per la riforma degli Ato rifiuti, per cancellare il fallimentare sistema che ha trasformato la Sicilia in una discarica a cielo aperto, creando oltre un miliardo di debiti. La legge recentemente approvata dall'Ars valorizza il ruolo dei comuni e punta sulla raccolta differenziata in alternativa ai mega inceneritori voluti dal governo Cuffaro. Non si limita dunque a cancellare quei (pochi) Ato che funzionavano e che meritavano di essere valorizzati. Il Pd ha votato, poi, la legge sul Piano casa, che rispetta l'intesa Stato-Regioni, come avvenuto in tutte le regioni governate dal centrosinistra. La legge non lancia nessun "assalto al territorio" ma tutela l'ambiente, risponde ad una diffusa aspettativa sociale e favorisce il rilancio del settore edile che nel 2009 ha perso circa 20 mila posti di lavoro.

Sono d'accordo con Messina, "la politica non si fa con i se e con i ma", e proprio per questo non condivido l'analisi che sviluppa nel suo editoriale, a partire dal titolo: "Se il Pd entra alla corte di Lombardo", scenario immaginario ed inesistente. Il Pd non ha mai chiesto di entrare in giunta e in questi mesi non ha fatto mancare la propria voce critica rispetto alle scelte del governo. Quattro esempi: la richiesta di azzeramento dei dirigenti esterni degli uffici di gabinetto; l'opposizione all'affidamento ai privati della gestione dei musei e dei siti archeologici, voluta dall'assessore Armao; la contrarietà al nuovo precariato; la critica alla scriteriata elargizione di contributi ad enti ed associazioni.

E' noto, inoltre, che ho valutato complessivamente insufficiente l'attività del Lombardo-Ter. Ho, per di più, definito inadeguata l'attuale proposta di legge finanziaria ed ho contestato l'intenzione dell'assessore Centorrino (che non è del Pd) di riformare con la finanziaria il sistema della formazione professionale senza alcun confronto con le parti sociali. Penso che ciò dimostri con chiarezza che il Pd ha affrontato il confronto sulle riforme partendo da proprie proposte, senza per questo condividere le scelte gestionali del governo Lombardo-Ter, contribuendo ad approvare la legge sul piano casa e la riforma del sistama-rifiuti esclusivamente nell'interesse della Sicilia.

Se è vero, poi, che la politica non si fa neppure con i "ma", è altresì da escludere l'affermazione contenuta nell'editoriale "ma il peggio deve ancora arrivare", in riferimento al presunto momento in cui Lombardo chiederà al Pd di entrare a far parte organicamente della giunta e della sua maggioranza, richiesta che per quanto fantasiosa, avrebbe come risposta il no del Partito Democratico.

Trovo, infine, ingenerosa la critica rivolta al capogruppo e ai deputati regionali del Pd di "essere atterriti dal rischio di perdere il seggio" e di essere "irresistibilmente attratti dalla stanza dei bottoni", anche a costo di tradire il mandato elettorale. Personalmente espressioni del tipo "nessun tacchino festeggia il Natale" o riferimenti ai traditori come ai collaborazionisti, preferisco lasciarle a Berlusconi.

È forse il caso di ricordare che i deputati regionali del Pd sono stati eletti con il voto di preferenza e mantengono un rapporto costante con gli elettori sul territorio, e che il gruppo parlamentare all'Ars ha agito, dopo il congresso, in sintonia col partito. Le nostre prossime scelte saranno democraticamente decise dagli organismi dirigenti e, considerata la straordinarietà del momento, d'intesa con il segretario Pierluigi Bersani. Una cosa è certa: il nostro partito si muove nel solco della partecipazione democratica, delle riforme, della trasparenza e della legalità per cambiare la Sicilia. Solo così sarà possibile costruire l'alternativa al decadente e fallito centrodestra. Solo così sarà possibile realizzare quella politica "con le carte in regola" a cui aspiravano Piersanti Mattarella e Pio La Torre e che rappresenta ancora oggi il sogno e la ragione dell'impegno politico delle democratiche e dei democratici siciliani.


 

 
"Partito del sud? Li vedo confusi" PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 17 Marzo 2010 18:58

 

Partito del Sud, nozze e divorzi tra Raffaele Lombardo e Gianfranco Micciché, alleanze regionali e segnali di implosione del partito autonomista fondato dal governatore, alla vigilia dell’ufficializzazione del partito territoriale che mira ad imporsi come alternativa meridionale alla Lega Nord. Giuseppe Lupo, segretario regionale del Pd, commenta i nuovi assetti della politica siciliana dalla singolare prospettiva dei democratici dell’Isola.

Onorevole Lupo, cosa ne pensa del partito del Sud?
“Mi pare che tra Lombardo e Micciché ci sia una visione confusa di questo nuovo partito, a partire dal fatto che le dichiarazioni di ieri dimostrano come i due abbiamo un’idea abbastanza diversa su Berlusconi. Ciò dimostra che non sanno cosa dovrebbe essere il Partito del Sud. Per quanto riguarda le mie considerazioni, io non penso che un partito territoriale possa essere la risposta alla questione meridionale. Solo un grande partito nazionale come il Pd può davvero operare il cambiamento al sud. Poi, è chiaro, le situazioni vanno diversificate. Se questo nuovo partito acquisirà i valori riformisti che caratterizzano i partiti autonomisti che governano la Spagna, spesso insieme alla sinistra, sarà diverso. Ma se nascerà sulla falsariga della Lega, non potrà esserci dialogo. Qual è la visione della società che dovrà avere avere il partito del Sud?”.

Eppure Lumia e Cracolici hanno dichiarato di stare guardando con interesse alla nascita del nuovo partito…
“Direi che più che interesse il Partito del Sud susciti curiosità. Ma solo di questo si tratta, al momento. Bisognerà capire se la nuova organizzazione sceglierà di guardare a destra o a sinistra. È chiaro che per noi la cosa cambierà radicalmente se il partito guarderà a sinistra, allora si potrebbero valutare nuove prospettive”.

Che si dice in casa Pd? Sembra che ci sia una fetta di base che non condivida la linea regionale di sostegno al governo Lombardo.
“La scelta della linea regionale è stata presa a partire dal voto del popolo delle primarie”.

Appunto, il popolo delle primarie ha scelto lei anche per la sua linea di chiusura a Lombardo, a differenza del suo avversario Lumia.
“Infatti ilPartito Democratico non è al governo, lo sostiene soltanto sulle riforme e sempre nell’interesse dei siciliani”.

Il Piano Casa è una riforma?
“Il Piano Casa era una buona legge che andava fatta, quel settore professionale aveva già perso 20.000 posti di lavoro. Non è una legge che guarda all’emergenza abitativa, ma al rilancio dell’economia dell’Isola. Adesso ci confronteremo sulle grandi riforme, da quella degli Ato, al credito d’imposta per l’occupazione, che creerà 12.000 posti di lavoro e tempo indeterminato”.

La scorsa settimana Cracolici è stato possibilista sull’ingresso in giunta, dichiarando che il partito non continuerà in eterno a sostenere il governo dall’esterno. Onorevole Lupo, il Pd entrerà in giunta?
“Intanto bisognerà vedere come finiranno le riforme, capire se Lombardo terrà conto delle indicazioni del Pd. Poi è chiaro che il mio ruolo è diverso da quello del capogruppo e le mie valutazioni sono più caute. Noi non sosteniamo il governo, prima di votare leggiamo rigo per rigo, parola per parola e valutiamo nell’interesse dei siciliani, per costruire l’alternativa”.

Ha anticipato la mia ultima domanda: come si può creare una alternativa a un governo mentre lo si sostiene in aula?
“Noi non sosteniamo il governo, abbiamo a cuore l’interesse dei siciliani e a partire dal nostro progetto politico valutiamo chi ci vuole stare. E poi Lombardo dovrà dimostrare, nei fatti, la sua discontinuità rispetto all’operato del centrodestra, che ha sulle spalle la responsabilità politica di una regione sommersa dai rifiuti. Anche sulle nozze tanto declamate tra Lombardo e Micciché, mi pare che dopo il banchetto nuziale la luna di miele sia durata soltanto 24 ore. Vedremo cosa succederà adesso”.

(Intervista di Miriam Di Peri per www.livesicilia.it)


 

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 3 di 13